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Storia

Aggius vanta origini antichissime. Il suo nome potrebbe derivare dal greco aghios = sacrosanto, oppure dal latino agnus = agnello, per indicare l'antica presenza di stazzi e ovili o ancora da ajus = senza diritto né legge, per certo carattere indipendente e ribelle dei suoi originari abitanti, portati a regolarsi secondo codici propri, ad affidare le controversie a uomini saggi che esercitavano la tradizionale ''giustizia sotto l'albero'' e a rifiutare, spesso in forme violente, imposizioni tributarie e coscrizioni.

Antica e importante ''villa'' della curatoria di Gemini, il suo territorio, fino alla recente autonomia comunale di Trinità D'Agultu, Badesi e Viddalba era vastissimo. Il nome del paese nella forma di Agios, si incontra per la prima volta nella tabella fatta compilare dal re di Aragona nel 1358. La sua storia inizia praticamente da quel periodo, ed è pressoché comune a quella delle altre '''ville'' di Gallura.

Spentosi Nino di Gallura e smembrato il giudicato, Aggìus fu conteso dai Doria, dagli Arborensi e da Pisa che alla fine ebbe ragione sugli altri. Sopraggiunsero quindi gli Aragonesi, ma fu poi occupato da Eleonora finché, tornato sotto il potere degli aragonesi, non passò, come il resto dell'isola, sotto gli Spagnoli. Questo dominio influenzò in maniera indelebile, dialetti, tradizioni, usi e costumi. Nel 1720 passò, come tutta l'isola, sotto il dominio dei Savoia.

Accanto alla storia ufficiale, però, Aggius viene ricordato nella prima metà del seicento come centro di falsari. La ''zecca'' si sarebbe trovata su uno dei suoi monti - che per questo fu chiamato Fraili (fucina del fabbro) - ostico anche per la spedizione che Don Matteo Pilo Boy organizzò per debellare il fenomeno.

Per tutto l'ottocento la popolazione venne dilaniata da numerose faide familiari, la più famosa e sanguinaria, quella tra i Vasa e i Mamìa (1849-1856), ispirò lo scrittore sassarese Enrico Costa per il romanzo 'Il Muto di Gallura''.

Una curiosità è datata 1848, quando quel movimento che in Europa prese il nome di ''primavera dei popoli'', pare avesse investito anche Aggius, che sarebbe stato ''Repubblica'' per quarantotto ore.

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